
Tutto è iniziato con un cacciavite e tanta curiosità.
Prima dei software di modellazione, dei render fotorealistici e delle commesse industriali, c’erano io, un banco da lavoro improvvisato e un motorino smontato a metà.
Non lo facevo per necessità, ma per capire.
Volevo sapere come funzionava tutto, perché quel pezzo girava in un certo modo, perché un motore “respirava” meglio di un altro.
Da quella curiosità è nata la mia passione per la meccanica — una passione che, negli anni, non si è mai spenta.
Anzi, è cresciuta, si è trasformata, mi ha portato a studiare ingegneria, a progettare, a costruire, ma soprattutto a non smettere mai di imparare.
Perché l’ingegneria non nasce dal computer, nasce dal desiderio di capire.
E questa voglia di capire non mi ha mai lasciato.
Alla sera, quando spengo il PC, torno in officina: tra chiavi, saldatrici e motori smontati.
Non per lavoro, ma per passione.
Perché è lì che si impara davvero.






